Automassaggio Do-In

 

IL DO-IN

Il Do-In, che letteralmente significa “Via della Saggezza”, è un’antichissima tecnica di automassaggio, nata in Cina molti secoli prima dell’era cristiana,

dove ogni movimento è collegato agli altri in una sequenza precisa, che segue il percorso dei meridiani d’agopuntura.

Il Do-In è da considerarsi un automassaggio olistico.

Perché Olistico?

Olistico perché agendo sull’anatomia del corpo umano, ha dei grandi benefici nel campo della fisiologia, delle emozioni, dell’attività mentale, del sistema energetico, delle relazioni e per ultima ma non meno importante, della crescita spirituale.

Vediamo ora in dettaglio suoi benefici nei vari campi appena elencati .

 

DO-IN E FISIOLOGIA

 

La pratica costante del Do-in ha l’effetto di migliorare tutte le nostre funzioni fisiologiche: ne traggono beneficio la digestione, la respirazione, il sonno, la circolazione del sangue e della linfa, l’eliminazione, l’assimilazione.

 

Snoda, riscalda, distende e stira inoltre tutte le articolazioni del corpo, dalle caviglie alla ginocchia, dai polsi alla spalle e al collo. Non dimentichiamo che l’apertura delle articolazioni agevola lo scorrimento dell’energia.

Allunga l’intero sistema muscolare degli arti e del tronco, allentando le tensione corporee.

  

DO-IN E SISTEMA ENERGETICO

 

A livello energetico, permette di rifornire le viscere interne della giusta quantità di energia, sviluppando ed equilibrando la loro attività. Lavorando sui meridiani e sui punti di agopuntura, permette di avere quotidianamente una diagnosi sullo stato energetico del nostro organismo.

Quando un organo non funziona bene, le zone, i meridiani e i punti ad esso corrispondenti diventano dolenti, avvertendoci della situazione molto prima che il dolore si manifesti nell’organo stesso.

Praticando il DO-IN con costanza, tutti i giorni, i dolori pian piano tendono a scomparire, segno evidente che nell’organismo si sono nuovamente instaurati l’ordine e l’armonia.

 

DO-IN E PSICOLOGIA

 

Da punto di vista psicologico regola l’umore, rendendolo stabile e sereno.

Favorendo il contatto dell’essere umano con se stesso, aumenta la fiducia in sé e l’autostima.

Il benessere che si raggiunge grazie al DO-IN, ci fortifica, sviluppa la piena fiducia in noi stessi, ci infonde una piacevole sensazione di indipendenza, di libertà e di forza.

Una cosa che mi colpisce ogni volta che pratico il Do-In, è la rapidità dei suoi effetti positivi sul mio umore.

Per quanto al risveglio si possa essere intorpiditi dal sonno, svogliati, maldisposti verso la giornata che ci attende, avviliti o frustrati, una seduta di Do-In rigenera le energia e ci porta a vedere la vita con una sguardo più ottimista.

Come si può spiegare questo cambiamento di umore? E’ a tutti noto che l’energia del nostro organismo è trasportata dai liquidi quali sangue, linfa e liquidi interstiziali. Il corpo umano è composto dal 70% di acqua.

E’ altrettanto noto che tutte le forme di massaggio svolgono una funzione di drenaggio, facendo scorrere con rinnovato vigore i liquidi corporei. Le nostre cellule sono immerse in un bagno di umori, da cui sono visitate, nutrite e ripulite.

Questo ricambio è indispensabile per la salute.

Quando sono bagnate dai liquidi in movimento, le cellule sperimentano uno stato di felicità che viene percepito sotto forma di buona disposizione verso la vita. Rimanendo in campo psicologico un ‘altra caratteristica del Do-In è quella di è quella di riportare chi lo pratica alla dimensione del presente, del QUI e ORA.

Si può dire che il Do-In è la dimora dell’istante presente.

La vita di tutti noi ci spinge spesso a privilegiare il pensiero razionale ma è importante diventare consapevoli di quanto sia fastidioso, alienante e generatore di ansia, l’uso eccessivo dell’attività mentale.

Quando l’attività mentale è intensa e prolungata può renderci estranei al nostro corpo.

I troppi pensieri in cui siamo immersi ci portano in due direzioni opposte ma ugualmente rischiose, quella del passato e quella del futuro.

Il Do-In riportandoci alla nostra dimensione corporea, ci permette di far regredire sullo sfondo l’attività mentale, placando e allontanando le nostre ansie.

In primo piano emerge il nostro corpo con le sue potenzialità e possibilità di movimento.

Riepilogando diremo che il Do-In ha dei grandi benefici sulla percezione del nostro schema corporeo, che come voi sapete è alla base di una buona salute psicologica.

  

DO-IN ED EMOZIONI

 

Secondo la Medicina Cinese ogni organo è legato a un’emozione fondamentale, di cui è la fonte e la sede, secondo il seguente schema:

 

 

FEGATO                      frustrazione, collera, risentimento

 

POLMONE                            tristezza

 

STOMACO                           preoccupazioni, ripetersi di pensieri superflui

 

CUORE                        eccitazione e gioia

 

RENE                           paura

 

 

Il legame psicosomatico funziona nei due sensi: dalla psiche al corpo e viceversa. Così un eccesso di gioiosa eccitazione, prolungato nel tempo, porterà il cuore ad affaticarsi. Un cuore indebolito diventerà ultrasensibile anche alla minima emozione e per ristabilire l’equilibrio la persona dovrà cercare situazioni di pace e di tranquillità.

Per fare un altro esempio la tristezza indebolisce il polmone.

Se questo sentimento è molto acuto e si prolunga nel tempo, il polmone può ammalarsi, rendendo la respirazione della persona insufficiente, la sua vitalità ridotta.

Per ritrovare l’equilibrio occorrerà in questo caso che la persone faccia l’esperienza della gioia.

Uno degli effetti del DO-IN è proprio quello di equilibrare l’energia nei vari meridiani e di conseguenza negli organi corrispondenti.

Un uso quotidiano del DO-IN può togliere l’eccesso di energia dal cuore e riempire il vuoto di un polmone che ne scarseggi, contribuendo così a un più regolare funzionamento di entrambi gli organi.

Anche le emozioni corrispondenti, la gioia e la tristezza, ne risulteranno regolate. In questo modo si spiega come al benessere corporeo faccia immediatamente eco un maggiore equilibrio psichico del praticante.

  

DO-IN E RELAZIONI

 

 

Il DO-IN è un ottimo aiuto per metterci in sintonia con l’ambiente circostante e con le energie che vi circolano. Come voi sapete l’energia circola nell’organismo secondo un orario ben definito, regolare, conforme al ritmo orario giornaliero del luogo, dove viviamo. Di conseguenza, quando prendiamo l’aereo per raggiungere in poche ore una località distante migliaia di chilometri dal nostro paese, il nostro organismo viene a trovarsi in un ambiente che non corrisponde più al ritmo giornaliero dell’energia che circola in esso. E’ il noto fuso orario, fortemente stressante.

Quando si arriva in un altro paese, per adattare l’organismo all’ora locale è buona regola procedere a una buona seduta di DO-IN.

Provate, avrete modo di verificare come tale pratica attenui rapidamente gli effetti negativi del fuso-orario.

Inoltre entrando in armonia con le energie telluriche e cosmiche del luogo sarete in grado di capire meglio e più rapidamente gli abitanti del luogo e di comunicare con loro, un processo che di norma si verifica solo dopo un lungo periodo di adattamento.

Gli stessi effetti possono essere amplificati, praticando il DO-IN nel luogo dove viviamo abitualmente, ricevendo in questo modo un enorme aiuto nel migliorare le nostre relazioni quotidiane.

  

DO-IN E L’ HARA

 

 

Tutte le sequenze del DO-IN, come risulta chiaro studiandone la tecnica, non sono altro che un modo per captare l’energia cosmica, farla circolare nel corpo e condensarla nel ventre dell’essere umano.

Più esattamente, il fine ultimo del DO-IN è quello di concentrare l’energia nella zona che sta immediatamente sotto l’ombelico, più precisamente 3 dita sotto, che i giapponesi hanno chiamato Hara.

Qui si trova il centro vitale dell’essere umano.

Ogni essere umano, quando è ancora allo stato embrionale, si sviluppa a partire da questo punto, che per tutta la vita rappresenta la radice del suo essere.

Dall’Hara egli attinge forza e sicurezza, come se fosse un pozzo inesauribile.

L’Hara è in baricentro dell’essere umano.

Quando l’essere umano “sente” con chiarezza e con forza il proprio ventre, esso è contemporaneamente certo di essere stabile, compatto e sicura di sé.

Se dovessimo ricorrere a un ‘immagine, potremmo paragonare l’essere umano a una canna di bambù. Quando la tempesta infuria, la canna ondeggia al vento.

Se essa è ben radicata al suolo e sufficientemente flessibile, resisterà a tutti gli attacchi dell’ambiente. In questo paragone la tempesta simboleggia le difficoltà esistenziali che colpiscono l’essere umano. Esse comportano sempre dei turbamenti nella sfera emotiva e in quella del pensiero. La respirazione ne viene intaccata.

Le radici della canna simboleggiano invece l’Hara. Se sono salde, la bufera delle difficoltà passa senza provocare rotture irreparabili. Quando siamo centrati nel nostro Hara siamo contemporaneamente più radicati sulla terra. Le spalle riposano nella loro sede naturale , completamente rilassate. La respirazione è calma e si svolge nell’addome. In queste condizioni l’attività mentale non ci distrae e non ci turba.

La sensazione è quella di essere veramente noi stessi e il nostro equilibrio, sia fisico che psichico, aumenta considerevolmente. Centrarsi sull’Hara fare le cose nel modo più giusto possibile. Se tutte le nostre azioni fossero compiute con la coscienza di avere un Hara, esse risulterebbero perfette. Guideremmo meglio l’automobile, masticheremmo meglio i cibi, cammineremmo meglio, avremmo rapporti più sinceri e fruttuosi con il mondo esterno.

Come si spiegano queste modificazioni così radicali, nel modo di essere di una persona? Il fatto è che l’Hara rappresenta una parte molto speciale per l’essere umano: è quella che lo mette in relazione con le forze dell’universo. Prima della nascita esso costituisce la fonte che permette il nutrimento e la crescita dell’embrione.

Dopo la nascita è il punto centrale dell’ essere umano, quello che lo mette in contatto con la Grande Vita, come sostiene Karlfried Durckheim, un grande terapeuta tedesco, che fu il primo in Occidente a importare il concetto di Hara dal Giappone nei primi anni ‘40.

Chi pratica il DO-IN con continuità, troverà nel proprio Hara un prezioso alleato, sempre pronto a venirgli in soccorso nei momenti più delicati della vita.

 

DO-IN E SPIRITUALITA’

 

 

Voglio iniziare questo paragrafo con alcune citazioni di personaggi illustri che pongono l’accento sull’ importanza dell’esercizio corporeo sulla strada della nostra crescita spirituale:

 

 

“Una Spiritualità che si possa definire realista,

posa uno dei suoi fondamentali sull’Esperienza Corporea,

e non sulla fede in qualcosa o qualcuno”

 

“L’esercizio fisico è un esercizio spirituale”

 

Jacques Castermane

Terapeuta corporeo francese

 

 

“Le sensazioni fisiche, le qualità sensoriali e sensuali

sono una fonte di esperienza spirituale.

Questo perché le qualità primarie

sono molto più vicine alla trascendenza che non i pensieri”.

 

                                                                           Karlfried Graf Durckheim

                                                                                  Terapeuta tedesco creatore della Terapia Iniziatica

 

 

L’essere umano sta sulla terra per far evolvere la materia.

Il punto di partenza della nostra vita sulla terra è il corpo.

Il cammino spirituale passa attraverso il corpo.

 

                                                                           Jean Rofidal

                                                                       Grande esperto di DO-IN e di terapie corporee orientali

 

 

Nell’ epoca moderna l’ essere umano a furia di privilegiare l’aspetto esterno della vita, sembra aver perso di vista quella componente essenziale che è la parte spirituale del proprio essere.

Se nel prossimo futuro egli non riuscirà ad integrare questa parte spirituale nella propria coscienza, la vita gli apparirà sempre più vuota, noiosa e meccanica.

Per questo molti esseri umani sono alla ricerca di alternative.

Partendo dal corpo il DO-IN è in grado di ricondurci alla dimensione mancante, che è quella del sacro e del trascendente.

Il DO-In agisce direttamente sulla pelle, che rappresenta la frontiera tra l’essere umano e il resto dell’universo.

Se la nostra attività mentale e il senso dell’io rimangono forti, questa frontiera può chiudersi e allora abbiamo la solitudine e l’individualismo.

Ma se, come accade nel DO-IN, ci fondiamo sulle sensazioni corporee, allora l’attività mentale e la coscienza dell’io diminuiscono e ci avviciniamo a uno stato più naturale.

In questo caso la frontiera costituita dalla pelle può aprirsi e mettere in comunicazione la piccola parte, l’ essere umano, con la Grande Vita.

 

Concludo con il dire che il DO-IN può essere definito una meditazione corporea, ma anche una preghiera nei confronti della Grande Vita, che si realizza attraverso il movimento, in silenzio e in assenza di pensieri.

E’ un ringraziamento per aver ricevuto un corpo in custodia, che ci permette di vivere le esperienze esistenziali, di conoscere le nostre sensazioni ed emozioni, di commettere degli errori, di relazionarci, tutto questo ci consente di far progredire la nostra anima.

Come la Grande Vita ci ha consegnato questo corpo, affinché ne facciamo il miglior uso possibile, così noi, al termine dell’esistenza terrena, dovremo restituirlo a lei.

Sono proprio le sensazioni tattili, percepite attraverso le sequenze ben strutturate del DO-IN, sorprendentemente, ad aprirci la strada verso la Trascendenza.

 

Il DO-IN può anche essere considerato una carezza di cui ci facciamo dono, magari in momenti di malinconia, di grande gioia o di profonda presenza con “noi stessi”.

Non dimentichiamo che:

“la carezza è il gesto d’amore che

risveglia il nostro Essere profondo”

Karlfried Graf Durckheim

 

LA PRATICA DEL DO-IN

Il posto migliore per praticare il DO-IN è all’aperto.

Si consiglia di praticare il DO-IN al mattino a digiuno, appena alzati. Così facendo si sveglia l’organismo e si elimina la sonnolenza, che qualche volta persiste fino a giorno inoltrato, se non per tutta la giornata.

L’intero organismo viene revitalizzato, rinvigorito e preparato ad affrontare la vita attiva.

Se non “avete tempo”, basta che vi alziate un’ora prima: la pratica del DO-IN sostituirà vantaggiosamente l’ora di sonno perduta.

D’altra parte , grazie alla pratica quotidiana del DO-IN ridurrete progressivamente il vostro bisogno di sonno.

In casa, possibilmente praticate il DO-IN, sempre nella stessa stanza.

Il vostro organismo si abituerà a questo luogo e sarà maggiormente disposto a ricevere i benefici del DO-IN. Il solo fatto di inginocchiarvi in questa stanza vi aiuterà a rilassarvi e ad entrare spontaneamente in armonia con le forze dell’Universo.

 

E’ una cosa molto dolce praticare il DO-IN con le persone che si amano, perché si forma con esse un nuovo legame fatto di quel rispetto, di quell’ attenzione che vengono solo dal SILENZIO e da una piacevole attività in comune.

E’ bello ricordarci che “Amarsi è anche respirare insieme”.

Ma è anche bello praticarlo da soli.

Allora ci si mette in un rapporto più vero con se stessi e si va più a fondo nella conoscenza del proprio Essere.

Quando si pratica il DO-In da soli, il termine “solitudine” acquista una valenza nuova e del tutto positiva.

Se siete abituati alla doccia giornaliera fatela sempre prima del DO-IN.

Farla dopo non è consigliabile, in quanto si rischia di lavare via gran parte dell’energia accumulata con l’automassaggio.

In quanto all’abbigliamento, è meglio praticare il DO-IN sulla pelle nuda.

Ma se la temperatura dell’ambiente non lo permette, copritevi con indumenti di cotone lisci, aderenti ma non stretti e privi di tasche.

E’ molto importante praticare il Do-In seguendo un determinato ordine, che descriveremo di seguito.

Se siete stanchi praticate un Do-In leggero, con toccamenti superficiali, manipolazioni, pressioni e percussioni leggere.

Se invece vi sentite troppo carichi di energia, per un eccesso di alimentazione o di prolungata sedentarietà, praticate un Do-In energico.